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Categoria: News

Catanzaro (PD): CHE FINE FANNO I SOLDI DELLE MULTE DEI TORINESI?

Approvata dal Consiglio della Circoscrizione 1 l’interpellanza PD a prima firma Angelo Catanzaro rivolta alla Sindaca ed agli assessori competenti sull’effettiva destinazione del 50% delle

sanzioni amministrative pecuniarie per le infrazioni al Codice della Strada.

Ce ne parla direttamente Angelo, coordinatore del Comitato Diritto.


Pagare le multe, lo sappiamo non è mai una cosa gradita,ma se si trasgredisce il codice della strada è cosa dovuta. Pochi in realtà sanno però dove vanno a finire i soldi delle sanzioni amministrative.

Proprio per questa ragione, come consigliere del Partito Democratico della Circoscrizione 1, ho presentato un’interpellanza all’amministrazione centrale per chiedere lumi sull’utilizzo dei fondi delle multe.

Infatti l’articolo 208 del Nuovo codice della strada, con D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285, aggiornato con D.Lgs. del 10 settembre 1993 n. 360, si occupa dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie: per ciò che concerne le entrate, derivanti dalle riscossioni delle sanzioni amministrative pecuniarie, il comma 4 dell’art. 208 del codice della strada stabilisce che il 50% è di libera disposizione dell’ente locale che lo ha incassato e un altro 50% è invece vincolato per legge a determinati usi, tra cui la manutenzione stradale e delle piste ciclabili.

Ricordo che in data 7 agosto 2019 con prot. n. 3789, la Direzione Infrastrutture e Mobilità, Area Infrastrutture, Servizio Suolo e Parcheggi, ha richiesto, ai sensi degli artt. 43 e 44 del Regolamento Comunale del Decentramento, l’espressione del parere di competenza del Consiglio della Circoscrizione 1, il quale, esaminata la richiesta di parere in oggetto, preso atto dei lavori della IV Commissione Permanente presieduta dal Vice Presidente della Circoscrizione 1, Francesco Martinez, riunitasi in data 11 settembre 2019, ha espresso parere contrario in merito al progetto di fattibilità tecnica ed economica “Interventi straordinari sulle pavimentazioni delle vie strade e piazze della Città – suddivisi in 12 lotti. Bilancio 2019”.

E questo avendo ritenuto che, pur considerando con attenzione gli interventi individuati, è indispensabile una valutazione complessiva rispetto all’attuale fabbisogno manutentivo dei sedimi stradali e pedonali del territorio circoscrizionale e che, in particolare, le risorse economiche destinate alla manutenzione straordinaria, nonché la drastica riduzione di quelle assegnate alla manutenzione ordinaria, non consentono un risanamento diffuso e un’adeguata messa in sicurezza del suolo pubblico circoscrizionale.

Con questo documento ho voluto quindi chiedere all’amministrazione centrale di incrementare i fondi destinati alle Circoscrizioni per la manutenzione ordinaria del manto stradale del territorio, fondi che ormai da anni sono sufficienti, grazie ai tagli della sindaca Appendino, a garantire solamente due/tre interventi di riparazione all’anno.

Leggi il documento: Che fine fanno i soldi delle multe

 

Torino dedicherà un luogo ad Adriano Olivetti, approvata la mozione di Catanzaro (PD)

consiglio della Circoscrizione Uno di Torino, è stata approvata la proposta di mozione del Consigliere Angelo Catanzaro del Partito Democratico di intitolare uno spazio della Circoscrizione stessa ad Adriano Olivetti in occasione del sessantesimo anniversario dalla morte avvenuta il 27 febbraio del 1960.

Infatti, sorprendentemente, la città non aveva ancora intitolato un luogo a questo imprenditore straordinario, grazie al quale l’Italia è diventata un Paese più moderno e competitivo.

Olivetti è stato infatti un uomo pratico e giusto, capace di legare l’efficienza aziendale alla crescita personale dei dipendenti. Olivetti credeva che fosse possibile creare un equilibrio tra solidarietà sociale e profitto, ed è indubbio che i suoi dipendenti lavorassero in condizioni migliori degli altri e beneficiassero di una invidiabile rete di servizi. Credeva nell’idea di comunità, unica via da seguire per superare la divisione tra industria e agricoltura, ma soprattutto tra produzione e cultura (!).

Oggi dobbiamo riconoscere che la sua visione che perseguiva ostinatamente un bene collettivo – per cui o si cresce tutti insieme o non si cresce – aveva dei germi profetici, capaci di superare l’approccio capitalistico senza mortificare il ruolo dell’imprenditore. La sua attualità cresce di anno in anno, man mano che le contraddizioni del secolo scorso vengono al nocciolo (lavoro/diritti, produzione/ambiente, vita lavorativa/privata…).

Il luogo individuato grazie ad un emendamento presentato dalla Consigliera Serena Gamba è l’area giochi Crocetta compresa tra Piazzale Duca D’Aosta Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa davanti al Politecnico di Torino, dove si laureò in ingegneria chimica nel 1924.

La Commissione Toponomastica della Città di Torino si  è espressa favorevolmente sulla nostra mozione, A breve l’inaugurazione dello spazio individuato, pandemia permettendo.

Leggi il documento: intitolazione luogo Adriano Olivetti

Emergenza Covid, Catanzaro (PD): Comune e ATC aiutino i locatari commerciali di proprietà comunale

Il Consiglio della Circoscrizione Uno di Torino, ha approvata con larga maggioranza un’interpellanza, presentata dal consigliere Angelo Catanzaro del Partito Democratico alla Sindaca di Torino Chiara Appendino, nella quale il consigliere chiedeva le ragioni per cui l’Amministrazione Centrale e l’ATC, non avessero agito concretamente per aiutare i locatari commerciali di immobili di proprietà del Comune di Torino e dell’ATC.

​Angelo Catanzaro ha ricevuto numerose segnalazioni di piccoli commercianti locatari di locali commerciali di proprietà della città di Torino e dell’ATC che rischiano la chiusura non solo per la crisi economica dovuta ai mancati incassi del periodo emergenziale del Covid-19, ma anche perché è pervenuta loro una comunicazione che gli ingiunge di pagare i mesi di affitto di aprile e maggio 2020 entro il 24 e il 25 agosto 2020.

Francamente mi auguro “ dichiara Catanzaro “ che la Città e l’Agenzia per la Casa, capiscano di aver fatto un errore e che diano una mano concreta ai commercianti, cancellando il debito o almeno rateizzandolo per un periodo più lungo “.

Interpellanza aiuti ai locatari ATC in periodo Covid

Catanzaro (PD): Il Mauriziano e l’ASL non chiudano il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura

Nel corso dell’ultimo consiglio della Circoscrizione Uno prima della pausa estiva, è stata votata a larga maggioranza una mozione del Consigliere del Partito Democratico, Angelo Catanzaro.

La mozione chiede alla Circoscrizione di prendere una posizione in merito alle voci che circolano sull’eventuale chiusura del Servizio Psichiatrico, Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Mauriziano, reparto ivi gestito con personale fornito dall’ASL di Torino.

Il 28 marzo 2020, a seguito dell’emergenza sanitaria derivante dall’epidemia da Covid-19,  tale reparto è stato chiuso e i 16 posti letto ad esso riservati sono stati riconvertiti a posti di degenza per pazienti affetti dal Covid-19.

Non dimentichiamo che il SPDC del Mauriziano rappresenta da sempre uno spazio di accoglienza e di cura di uno dei quattro distretti territoriali presenti nell’ASL della Città di Torino, per il ricovero di pazienti affetti da disturbi psichiatrici gravi, in fase di acuzie. La scelta di chiudere temporaneamente il SPDC nel corso dell’emergenza epidemiologica è comprensibile e condivisibile per far fronte alla drammatica urgenza sanitaria in atto, ma il protrarsi di tale chiusura e ancor più la prospettata ipotesi di una non riapertura del SPDC potrebbe avere ripercussioni fortemente dannose per i pazienti, posto che tali servizi psichiatrici territoriali rappresentano il fulcro dell’assistenza psichiatrica.

I Centri di Salute Mentale verrebbero privati di un’essenziale risorsa per i ricoveri, in particolare per quanto riguarda l’utenza grave (ricoveri in urgenza per quadri psichiatrici acuti, valutazioni e ricoveri in situazioni critiche sul piano medico internistico, per le quali è necessario un intervento integrato in ambito ospedaliero).

Verrebbe altresì compromesso il lavoro di rete con gli altri nodi di cura e assistenza territoriale. Infatti il SPDC del Mauriziano, nel Dipartimento di Salute Mentale, rappresenta un fondamentale punto di riferimento per valutazioni e ricoveri di pazienti senza fissa dimora e migranti, problema sempre più emergente e dilagante negli ultimi anni.

Vista l’attuale situazione di carenza di posti letto in Regione Piemonte, la chiusura del SPDC del Mauriziano causerebbe inoltre un’importante ricaduta sugli altri SPDC, i quali si vedrebbero ulteriormente messi sotto pressione per le numerose richieste di ricoveri di pazienti fuori zona di competenza, in assenza di un’assistenza specialistica continuativa presso il Pronto Soccorso e in mancanza di un reparto di riferimento per i ricoveri. La gestione ospedaliera degli scompensi psicopatologici e delle emergenze comportamentali ad essi correlati comporterebbe una ricaduta negativa per la salute dei pazienti e creerebbe complesse difficoltà gestionali delle criticità cliniche

Il Presidente della Circoscrizione Uno, Massimo Guerrini e la Coordinatrice della III commissione Amalia Santiangeli, hanno accolto la richiesta di Angelo Catanzaro. A settembre sarà convocata una commissione consiliare apposita con il Mauriziano e l’ASL di Torino per evitare la chiusura di questo fondamentale servizio.

La mozione del Consigliere Catanzaro è stata ripresa dall’ordine del giorno del Consigliere regionale dei Moderati, Silvio Magliano.

 

 

 

Il Consiglio Comunale di Torino approva la delibera sul P.E.B.A. proposta da Angelo Catanzaro (PD)

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato con 38 voti favorevoli la proposta di deliberazione comunale, presentata dalla Circoscrizione Uno, e un emendamento della maggioranza del Consiglio comunale di Torino.

La proposta prevede di destinare una quota di bilancio, non inferiore al  10% degli oneri dovuti relativamente ai permessi di costruire rilasciati dalla città di Torino, ad implementare le azioni del P.E.B.A. e a incrementare gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali.

È un grande traguardo”, dichiara Angelo Catanzaro, consigliere proponente della delibera, “con oggi si chiude un percorso iniziato quasi un anno fa, votato dalla nostra Circoscrizione e poi portato nelle commissioni consiliari comunali competenti”.

Questa delibera aiuterà il Disability Manager del Comune e gli uffici tecnici competenti ad avere i fondi necessari per la realizzazione del piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali, piano che ad oggi la Città di Torino non ha ancora realizzato.

Il nostro auspicio è che l’Amministrazione centrale coinvolga per la realizzazione anche gli uffici tecnici delle Circoscrizioni, perché è fondamentale il loro apporto e questa delibera ne è certamente una prova”, aggiunge Catanzaro.

Accoglie con soddisfazione la decisione del Consiglio Comunale l’avv. Franco Lepore, Disability Manager della Città di Torino. “Il piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche – dichiara Lepore – prevede una progettazione specifica a medio lungo termine. Ovviamente devono essere previste anche risorse adeguate rispetto agli effettivi lavori da eseguire. Con la Deliberazione del 27.04.2020 la Città di Torino si è impegnata a destinare una quota del proprio bilancio al fine di eliminare le barriere architettoniche e sensoriali che, ancora oggi, sono presenti sul territorio cittadino. Si tratta di un percorso che deve vedere il coinvolgimento attivo anche delle Circoscrizioni e delle associazioni, in quanto sono i soggetti maggiormente in contatto con il territorio e più vicina ai cittadini.

Il Disability Manager ringrazia i proponenti della Deliberazione, il Consigliere Circoscrizionale Angelo Catanzaro e la Circoscrizione 1, nonché tutti i Consiglieri Comunali che, nell’approvare all’unanimità il provvedimento, hanno dimostrato grande attenzione e sensibilità. “Sarà mia cura – conclude Lepore – vigilare affinché l’Amministrazione Comunale attui in modo concreto la Deliberazione. Ricordo che le Istituzioni hanno il compito di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono alle persone con disabilità di partecipare alla vita sociale su base di uguaglianza con gli altri”.

La Circoscrizione Uno, in questi ultimi tre anni ha posto l’attenzione sul tema dell’accessibilità. Infatti oltre a questa delibera, sono stati fatti interventi molto importanti per rendere il Centro-Crocetta una Circoscrizione #accessibileatutti.

Il concetto di accessibilità universale non riguarda esclusivamente le persone con disabilità permanenti – che siano fisiche o sensoriali –  ma tutti coloro che hanno impedimenti anche temporanei o condizioni di difficoltà oggettiva. Basti pensare a tal proposito a famiglie con passeggini, anziani o a piccoli infortuni. Tutti i cittadini devono poter fare le stesse esperienze, andare negli stessi luoghi e godere della stessa socialità. Ciò significa adoperarsi per rimuovere ogni barriera, ogni impedimento alla possibilità di ciascun individuo di sentirsi parte della comunità.

Adesso chiediamo all’Assessore  competente  e al Disability Manager di avviare un percorso di realizzazione del P.E,B.A. costituendo un  apposito Gruppo di Lavoro comunale intersettoriale, (ancora meglio sarebbe una Consulta Comunale per le politiche a favore delle persone con disabilità, come io stesso ho proposto). Ma al contempo è altresì necessario assicurare la partecipazione attiva di tutti i diversi protagonisti istituzionali della vita sociale, tra cui le Circoscrizioni, che hanno tra i propri compiti e obiettivi l’intervento nell’ambito della disabilità. Noi vigileremo sull’attuazione di questa delibera”, conclude Catanzaro.

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CATANZARO (PD): Approvata l’interpellanza sul 5G

Approvata  dal Consiglio della Circoscrizione 1 l’interpellanza PD a prima firma Angelo Catanzaro rivolta alla Sindaca ed agli assessori competenti sui rapporti tra l’Amministrazione e la TIM nella sperimentazione del 5G in Torino nonché sul rapporto conflittuale tra Sindaca/Giunta e la maggioranza a 5 stelle.

Ne abbiamo parlato con Angelo, coordinatore del Comitato Diritto.

Dalla lettura dell’interpellanza non si comprende bene quale sia la tua posizione e quella del PD sul 5G.


La storia dei secoli scorsi, e soprattutto quella recente degli ultimi cinquanta anni, ci ha insegnato che il progresso tecnologico ha migliorato sensibilmente la vita dell’uomo pur portandosi dietro talvolta anche conseguenze ed effetti negativi che, tuttavia, nel bilancio complessivo hanno pesato meno di quelli a favore. Se pensiamo a come eravamo solamente prima del 1990, anno dell’introduzione in Italia delle reti TACS di telefonia cellulare (1G, ovvero prima generazione), stentiamo a riconoscerci. Qualcuno, nostalgico dei “bei tempi andati”, forse potrebbe preferire quella società, ma è innegabile che la rapida e ampia diffusione dei telefoni cellulari abbia portato enormi benefici in termini di comunicazione interpersonale, accesso all’informazione, sicurezza personale. Il susseguirsi delle generazioni tecnologiche della telefonia cellulare (prima con il GSM o 2G, poi con l’UMTS o 3G ed infine con l’LTE o 4G) ha visto rapidamente il miglioramento delle velocità di connessione nonché la trasformazione dei terminali da semplici telefoni portatili a strumenti essenziali con i quali affrontiamo la nostra vita quotidiana.

Il 5G promette di essere un’ulteriore radicale trasformazione permettendo elevatissime velocità di download e upload e tempi di latenza (ovvero il tempo che la rete impiega per rispondere alle nostre richieste) ridottissimi. Ma è nei valori aggiunti che saranno forniti dalle applicazioni che forse arriverà la vera rivoluzione. Dobbiamo non più pensare ai soli impieghi personali delle reti di telefonia cellulare, ma anche a quelli legati all’Internet of Things (IOT) ed al vero sviluppo delle Smart Cities con benefici sociali molto importanti anche in relazione all’accessibilità che è un tema a me molto caro. E’ per questo che sono e siamo estremamente favorevoli allo sviluppo delle reti 5G ed a tutte le potenziali applicazioni che ne potranno derivare.

Ma i rischi per la salute connessi al 5G che il Movimento 5 Stelle ha paventato in Consiglio Comunale con la propria mozione sono giustificati o no?

Non sono chiaramente un esperto ma so che per arrivare a quella mozione sono stati uditi nelle commissioni i responsabili dell’ARPA Piemonte, cioè la struttura che è tenuta per legge a tutelare la popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici, i quali non hanno dipinto un quadro per niente preoccupante come quello che emerge dalla mozione della maggioranza 5 Stelle.

Il problema è che, non conoscendo in alcun modo, come me, gli aspetti tecnici di questa tecnologia, hanno volutamente dato retta solamente a coloro che hanno lanciato allarmi che a detta della comunità scientifica sono ingiustificati. E la netta impressione che me ne è derivata è che la posizione sia analoga a quella sempre presa dal M5S torinese nei confronti della TAV ma anche delle Olimpiadi e di altri investimenti infrastrutturali importanti per la città e la regione: un NO aprioristico nell’ottica di una tanto declamata “decrescita (in)felice”, che i Torinesi hanno finalmente cominciato a riconoscere, rifuggendolo, nel partito che hanno premiato nelle elezioni del 2016.

Personalmente, ma anche a nome del PD Torinese, credo invece in uno sviluppo industriale e tecnologico, che possa rilanciare la nostra città da troppo tempo in regressione e che allo stesso tempo ascolti e tenga conto delle difficoltà sociali ed economiche dei nostri concittadini. E lo sviluppo delle reti 5G e dei servizi con esse connessi va proprio in questa direzione, senza chiaramente con questo tralasciare qualsiasi criterio di cautela che tuteli la salute.

Sembrerebbe quindi che siate in sintonia con la posizione della Sindaca e della sua Giunta. Ma allora quali sono i motivi che hanno portato a questa interpellanza?

Già il semplice fatto che la linea della sindaca Appendino e della Giunta, e soprattutto dell’ex assessora Pisano, sia in totale contrasto con quella della loro maggioranza in Consiglio Comunale fa emergere un problema politico non trascurabile e che sinora è stato tenuto sottotraccia facendo finta che quella mozione non sia mai stata approvata. Ma invece è davvero singolare che la politica di un’amministrazione sia antitetica a quella della propria maggioranza e del proprio elettorato.

Come intende affrontare la sindaca Appendino questa discrasia e contraddizione? Sino a quando potrà non tenere conto della posizione contraria della propria maggioranza? O, in alternativa, la dirigenza nazionale del M5S e la Casaleggio, con i suoi oscuri interessi anche in questo campo, riusciranno ad imporre la propria volontà riconducendo a più miti consigli i riottosi grillini piemontesi?

Ma la nostra interpellanza nasce anche da altri aspetti poco chiari sulla tanto propagandata posizione di avanguardia tecnologica nel campo del 5G da parte dell’Amministrazione. Nella fase pre-commerciale del 5G, cioè sino a dicembre 2018, l’Amministrazione ha stipulato un protocollo d’intesa con TIM per una collaborazione nelle sperimentazioni che TIM Open Labs (l’ex Cselt, centro di ricerca nazionale che costituisce una splendida ed invidiata realtà torinese nel campo delle telecomunicazioni) avrebbe condotto in Torino. Purtroppo già con questo protocollo non era possibile capire i termini dell’accordo in quanto il testo vero e proprio, allegato alla delibera di Giunta, non risultava pubblicamente consultabile e nel testo della delibera si lasciava intendere che, finita la fase sperimentale, ci potesse essere una strada privilegiata per TIM nello sviluppo delle proprie reti. Al di là di questi dubbi, è comunque evidente come questa collaborazione, qualunque sia stato l’apporto dell’Amministrazione, sia stata sapientemente sfruttata a fini propagandistici e abbia dato i suoi frutti portando l’ex assessora Pisano al Ministero per l’Innovazione Tecnologica, nonostante la situazione drammatica delle nostre anagrafi che la stessa Pisano ha lasciato dietro di se.

Ma con l’inizio del 2019 si è entrati nella fase commerciale del 5G e difatti Vodafone, al pari di TIM, in regime di libero mercato ed in virtù delle autorizzazioni ministeriali, ha cominciato ad implementare il 5G su numerosi impianti cittadini.

Ciononostante nell’agosto 2019 la Città di Torino, per tramite della sindaca e della Giunta e con apposita delibera, ha approvato un nuovo protocollo di intesa con TIM per un’ulteriore fase di sperimentazione senza che peraltro vi sia stata evidenza di voler coinvolgere, anche solamente come manifestazione di interessi, l’altro operatore che ha cominciato a commercializzare in Torino i propri servizi 5G. E nuovamente, del testo di questo protocollo di intesa ci è dato sapere poco o nulla se non quanto indicato in linea di principio nel testo della delibera.

Quindi, in sintesi, voi evidenziate la poca trasparenza nell’operato dell’Amministrazione a 5 Stelle, ovvero del movimento che della trasparenza aveva fatto in passato la propria bandiera?

Si, anche perché purtroppo quando vi è poca trasparenza possono lecitamente sorgere dubbi. Ma è anche la questione dei criteri di concorrenza ai quali dovrebbe attenersi l’operato della pubblica amministrazione a suscitare perplessità in questo caso. Perché se è vero che nella sperimentazione sulla guida autonoma è attualmente entrata a far parte del gruppo di lavoro anche Vodafone, onestamente non capiamo come mai l’Amministrazione continui ad avere questo rapporto privilegiato con TIM e quali siano gli eventuali vincoli che ne derivino, anche se comprendiamo bene il grande ritorno di immagine per il M5S.

Per concludere, voglio ribadire che il 5G promette sviluppi e potenzialità enormi anche nell’ottica del miglioramento della vita dei cittadini, di una città più accessibile e con più servizi pubblici. Ed è in questa direzione che dovremmo puntare con decisione e forse non tanto verso una poco comprensibile focalizzazione su applicazioni come quella dei droni, che, per quanto possa essere un settore promettente di sviluppo, sembra attualmente essere una specie di ossessione per l’Amministrazione.

 Leggi il documento: Reti e servizi 5G a Torino