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Torino Città dei Diritti

Torino Città dei Diritti

Una città per le pari opportunitàNasce il 14 dicembre del 2013 a Milano. Il suo scopo è di riunire in un solo luogo la tutela dei diritti umani e le azioni contro le discriminazioni determinate da situazioni di minoranza o di fragilità; si ritrovano in Casa dei Diritti coloro che si riconoscono nella tutela dei diritti umani. Il proliferare di proposte e l’accoglienza di esplicite intenzioni di sussidiarietà attiva è segnale del potente motore simbolico che si è avviato a Milano con la sua nascita. La Casa dei Diritti è un “laboratorio civile”, molti nuovi servizi specialistici gratuiti nascono da proposte della società civile elaborate in questo spazio. Solo nel suo primo anno di vita si sono svolte nell’edificio di Via De Amicis 10 ben 186 iniziative culturali, in media una per ogni giornata lavorativa. Lì ha inoltre sede il coordinamento dei servizi antiviolenza, dei servizi di contrasto alla tratta di esseri umani e ben otto sportelli tematici, dalla tutela della genitorialità al testamento biologico, dalla nascita al fine vita.Le quote in Giunta, Municipi e Aziende partecipateLa legge 215 del 2012 ricorda a tutti di inserire negli statuti comunali norme per “assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna” e di “garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte”. Non solo. La cosiddetta legge Delrio di aprile 2014 (la numero 56) si spinge un po’ più in là e fissa percentuali precise: “Nelle giunte e nei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti”, dice, “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Il sindaco Pisapia ha composto la Giunta scegliendo un numero pari di donne e di uomini, e il Consiglio Comunale ha approvato una norma che garantisce quote rosa nella Giunta e negli organi dipendenti dal Comune. Ciò deve essere fatto anche per le aziende partecipate.

Diritti in Comune• Nel 2011, nella prima riunione di giunta il sindaco Giuliano Pisapia ha firmato la delibera incui il Comune patrocinava per la prima volta la manifestazione del Milano Pride. Fino a quel momento i tentativi di ottenere analogo riconoscimento da parte di Palazzo Marino erano sempre naufragati relegando la festa dell’orgoglio “Arcobaleno” a una semi clandestinità che è stata puntualmente denunciata insieme all’impossibilità di interloquire con le giunte di centrodestra, a partire dall’ultima guidata da Letizia Moratti.Adesso il Pride è patrocinato ogni anno. E così continuerà ad essere.• Con deliberazione n. 30 del 26 luglio 2012 il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili, fra i primi in Italia.• Il Consiglio Comunale, nel luglio del 2013, ha istituito nella nostra città il Registro delle attestazioni delle dichiarazioni anticipate di fine vita. L’approvazione della delibera sul cosiddetto testamento biologico recepisce in primo luogo un’istanza di tanti cittadini e, dopo il lungo e approfondito lavoro nelle Commissioni preposte, nonché il passaggio in tutti i Consigli di zona, dà corso all’affermazione di un diritto fondamentale, quello all’autodeterminazione, attraverso un riconoscimento istituzionale. Una battaglia culturali in sé e che nei fatti segnala come un’ amministrazione si possa prender cura dei bisogni di tanti suoi cittadini, oltre ad aumentarne la consapevolezza nelle scelte.Il piano antidiscriminazioneÈ stato presentato il 12 febbraio 2015 il Piano antidiscriminazione per prevenire i fenomeni discriminatori, diffondere una cultura della non discriminazione e dell’inclusione sociale, rimuovere le condotte discriminatorie, monitorare la diffusione delle discriminazioni e promuovere politiche di pari opportunità. Occorre completarne le finalità e le azioni per

91da corso a cambiamenti effettivi sui temi quali ad esempio:• Lotta alle disuguaglianze di genere con attenzione alla tematica del riequilibrio della presenza femminile nell’economia e nella politica• Sportello LGBTQIA (Lesbian, Gay, Bisexual, Transsexual, Queer, Intersex, Asexual);• Sportelli anti discriminazioni su base etnica o religiosa;• Sostegno ad AGEDO e FAMIGLIE ARCOBALENO;• Azioni contro Pubblicità sessista, che si può incrementare in futuro incentivando le ziende corrette con sconti sulle tariffe comunali di affissione.Patto “Milano sicura”Il Comune di Milano, con le Associazioni del terzo settore e le zone di decentramento che hanno aderito, ha dato vita alla rete “Prevenire e contrastare la violenza e il maltrattamento contro le donne”. Le azioni di contrasto della violenza contro le donne, contro il bullismo e l’omofobia vengono condivise nella rete attraverso metodi e protocolli di lavoro tra i soggetti della rete antiviolenza e gli sportelli territoriali del Comune di Milano. Sarà necessario istituire dei tavoli periodici permanenti municipali tra i diversi enti locali e servizi: ospedali, consultori, ambulanze, scuole, vigili di quartiere, assistenti sociali, che insistono sul medesimo territorio e che possono e devono interagire strutturalmente.Educazione e centralità dei dirittiFormazione del personale per diffondere un’educazione ai diritti. Va fatta una lotta continua alle discriminazioni in scuole, aziende, tra i giovani e il personale educante. Occorre una struttura amministrativa più forte e dotata di risorse economiche per il tema dei diritti e delle pari opportunità. Con un metodo di lavoro trasversale in quanto deve garantire l’attuazione di progetti che possono essere comuni a tutti gli altri assessorati, con una informazione circolare. Che faccia da regia e lavori in sinergia coi Municipi, favorendo gli interventi capillari nei territori, dando ai Municipi dei capitoli di spesa ad hoc per azioni le cui finalità siano mirate, condivise e valutabili, anche attraverso un processo di progettazione partecipativa. Il bilancio di genereVa approntato un bilancio di genere per un’ analisi degli impatti (costi/benefici) delle azioni dell’Amministrazione comunale sulle politiche di genere, predisposto e condiviso con l’assessorato al Bilancio, con riscontri sulle entrate e le uscite a tutti i livelli, finalizzato a considerare le politiche di genere parte integrante e ordinaria di tutte le politiche del Comune. In quest’ottica sarebbe utile la predisposizione (e aggiornamento continuo) di un DATA BASE delle competenze femminili atto ad individuare con facilità e nella logica del merito le necessità dicoperture a tutti i livelli nell’Amministrazione Comunale diretta e indiretta (Partecipate ecc.).Il comune solidaleUn Comune di centrosinistra è un Comune solidale. Nell’ottica di un sostegno al lavoro delle donne, è importante coinvolgere e pubblicizzare sul territorio della Città Metropolitana le piccole, medie e grandi aziende che attuano buone pratiche: nidi aziendali, parità tra retribuzioni maschili e femminili, orario flessibile, part time e job

sharing, telelavoro, permessi parentali, banca ore tra dipendenti, congedi parentali, incentivandole con meccanismi di premialità (defiscalizzazione o altri meccanismi, ad es richiedendo le best practices come parametro obbligatorio nei bandi per affidamento di lavori).Informare le aziende del territorio, tramite le Direzioni ed i Sindacati, sui servizi territoriali del Comune, coinvolgendole attraverso uno strumento informativo di ritorno per valutare un’ottimizzazione dei servizi comunali verso chi lavora, nell’ottica di favorire le famiglie sia monoparentali che quelle in cui entrambi i genitori lavorino.Individuare nell’ambito delle Sedi Comunali luoghi e risorse affinché si possa creare unasilo nido per i dipendenti, e favorire lo stesso progetto anche nelle partecipate del Comune e nei Comuni della Città Metropolitana. Occorre sostenere il lavoro e le famiglie, e quindi in particolare le famiglie dove la madre (a cui tuttora spetta il maggior onere del lavoro di cura verso figli e genitori anziani) lavora, indipendentemente dai livelli minimi di reddito attualmente richiesti per usufruire dei servizi comunali.Una delle problematiche più urgenti e sentite dalle persone transessuali e transgender in Italia è quella legata alla discriminazione all’ingresso del mercato del lavoro, dato confermato recentemente anche dall’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Ministero delle Pari Opportunità.Tale discriminazione determina percentuali elevatissime di disoccupati fra le persone trans, anche milanesi. È importante che la giunta comunale si impegni a promuovere azioni positive concrete per favorire l’inserimento lavorativo, nonché il mantenimento del posto di lavoro per chi ha già un lavoro prima dell’inizio dell’iter di riattribuzione di genere. Il Celav, Centro per la mediazione al lavoro, con lo strumento delle “borse lavoro”, è una risorsa già esistente e utilizzata dalle persone trans. Questo servizio offerto dal Celav potrebbe essere implementato e migliorato, con l’istituzione di uno sportello dedicato al supporto delle persone trans in cerca di lavoro e con la formazione del personale interno spesso non adeguatamente preparato alle tematiche legate all’identità di genere.Buone pratiche internazionaliìIstituire una progettazione partecipativa della cultura dei diritti sul modello del “debat publique francese. Insieme con cittadine/i e gli attori dei servizi menzionati istituire tavoli di lavoro promossi dall’assessorato in cui siano coinvolte Commissioni di Pari Opportunità in tutti i Municipi.Investire, come nelle metropoli straniere (vedi Londra e NYC), nel Milano Pride come un vento di tutta la città, mantenendo e strutturando maggiormente un tavolo di lavoro stabile di confronto per la valutazione e la soluzione dei problemi logistici e organizzativi dell’evento.

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