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Torino Città Culturale

Torino Città Culturale

Costruire un sistema culturale policentrico

. Negli ultimi anni, anche in concomitanza di Expo, si sono moltiplicati gli eventi, le occasioni, i luoghi della cultura e di conseguenza l’attrattività e la reputazione di Milano come capitale europea della cultura. Milano ha saputo in questi anni attivare reti di relazione tra i diversi operatori culturali della città, e aumentare la qualità e la quantità dell’offerta culturale complessiva, sviluppando festival ed eventi diffusi in tutta la città, come Bookcity, Pianocity, Festa della Musica e la Prima della Scala diffusa. Milano si è anche imposta come piattaforma innovativa per gli artisti di strada con oltre 200 postazioni diffuse in tutta la città. Sono stati creati nuovi spazi dedicati alla cultura tra cui il Mudec e la Casa della Memoria, sono nati molti spazi polifunzionali come Santeria Social Club, Base e Mare Culturale e sono stati avviati tutti gli iter per la ristrutturazione del Teatro Lirico e del Cinema Orchidea. Il Comune di Milano si è impegnato nella semplificazione burocratica relativa all’organizzazione di eventi portata avanti attraverso l’istituzione, dopo la sperimentazione nel semestre di Expo, dello Sportello Unico Eventi e di un maggiore dialogo con altri organi/istituzioni coinvolti nell’iter burocratico per l’organizzazione di eventi di spettacolo come nel caso della convenzione stipulata tra Comune di Milano e SIAE per il semestre di Expo.Le priorità dei prossimi 5 anniMilano nei prossimi anni è chiamata a rafforzare il percorso iniziato e a produrre una cultura etica, diffusa, inclusiva, creativa e internazionale. Diventa ora necessario oltre all’offerta, allargare la domanda di cultura e il bisogno di una cultura per tutta la popolazione, senza distinzione di etnia, cultura, genere, età, provenienza sociale: in questo senso l’interazione con le future municipalità dell’area metropolitana diventa di primaria importanza. Milano capitale (anche “morale”) della cultura, attrattiva per il turismo, capace di ascoltare e di rispondere a quanto il territorio chiede e propone. Ma una Milano consapevole della sua storia che si snoda per due millenni, al centro della cultura, dell’economia e dei flussi migratori europei.Occorre incrementare gli spazi dedicati a mostre, eventi, incontri. Intensificare i rapporti con le scuole, le Università, le istituzioni culturali del territorio. Vanno potenziati gli sportelli/uffici deputati alla richiesta dei fondi UE per la cultura, formando il personale in grado di sfruttare al meglio le offerte. Bisogna anche valorizzare le proposte che arrivino dal territorio (dalle municipalità, dalle associazioni, da istituzioni, da singole entità), in un rapporto più snello ed efficace fra il “centro” e la “periferia”. Favorire in ogni modo l’interazione e il dialogo tra forme diverse di arte e di espressione culturale (partendo dal MUDEC), con particolare attenzione a culture con le quali l’immigrazione ci metta in contatto. Valorizzare il potenziale dei giovani artisti, prestando ascolto alle loro proposte e supportandole per quanto possibile. Fare di Milano la promotrice del Made-in-Italy nell’ambito del “Piano per la promozione straordinaria e l’attrazione degli investimenti in Italia”. Occorre creare una struttura con deleghe destinate ai vari settori della cultura (mucica, cinema, letteratura, biblioteche, musei, etc.). Incentivare le attività di semplificazione portate avanti attraverso la valorizzazione del già istituzionalizzato Sportello Unico Eventi, procedendo alla totale digitalizzazione dell’accesso e dei processi autorizzativi.

Organizzare corsi di formazione per dipendenti comunali e operatori del settore; dar vita anche a corsi di formazione per volontari la cui opera deve essere valorizzata. Uffici destinati ai rapporti internazionali e all’export dei nostri prodotti. Creare una piattaforma tecnologica che permetta di incrociare domanda ed offerta culturale di Milano e della Città Metropolitana; dare visibilità ad associazioni ed operatori culturali territoriali‎; fornire ulteriore sostegno ai centri policulturali; fornire‎ la narrazione di Milano attraverso I secoli, dalla città pre-romana a quella contemporanea. Occorre condividere con il territorio la programmazione delle attività, la conoscenza di quanto viene fatto (grazie alle reti suindicate). La condivisione prevede anche l’interazione con il territorio lombardo, nazionale e internazionale. Condividere con maggiore intensità tutto quello che riguarda la cultura con l’Assessorato al Turismo, perché la cultura appresenta una potente attrattiva per i turisti.La musicaDevono essere portate avanti alcune pratiche già sviluppate in questi anni dal Comune di Milano volte alla semplificazione e valorizzazione della filiera della musica dal vivo: dal rafforzamento del già istituzionalizzato Sportello Unico Eventi, che permette di riunire in un unico ufficio tutte le pratiche per l’organizzazione di un evento; alla necessaria digitalizzazione di tutte le pratiche e permessi necessari per organizzare un evento; al potenziamento di un’ anagrafica degli spazi, degli eventi e degli operatori di spettacolo sul territorio; al consolidamento di un tavolo permanente di dialogo tra il Comune di Milano e altri organi/istituzioni coinvolti nell’organizzazione di eventi di spettacolo (SIAE, Arpa, Asl, commissione di vigilanza, Annonaria etc.) con iniziative come la Convenzione stipulata tra Comune di Milano e SIAE per il semestre di Expo; alle maggiori agevolazioni sulle tariffe dell’occupazione suolo pubblico; fino alla creazione i momenti di formazione all’organizzazione di eventi di spettacoli pensati per gli operatori culturali ma anche ai funzionari comunali. È necessario incentivare il ruolo svolto dal Comune di Milano come portavoce di una proposta di rinnovamento collettiva e nazionale nel settore della musica dal vivo attraverso il “Patto per la musica live”. Bisogna continuare a sviluppare esperienze di musica diffusa come quelle portate avanti attraverso Pianocity o anche attraverso la piattaforma dedicata agli artisti di strada occorre inoltre incrementare ma soprattutto valorizzare gli esistenti tra gli spazi destinati a eventi musicali sia quelli piccoli dedicati a realtà più giovani che quelli dedicati ai grandi eventi (come l’’Open Air Theatre). Bisogna facilitare lo sviluppo di eventi di portata internazionale come Settimana della musica o festival e ma anche favorire l’nternazionalizzazione dell’industria musicale locale attraverso la costituzione di un ufficio per l’export per far sì che Milano possa affermarsi come capitale dello spettacolo dal vivo.Il teatro e la letteraturaIn questi anni Milano ha visto crescere l’offerta di festival e stagioni legate alle varie arti performative, a partire ovviamente dalle sue eccellenze, ossia il Teatro alla Scala e il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Occorre ora continuare ad attivare strumenti, già portati avanti in questi anni, per valorizzare e promuovere il Teatro, come Poltrona per te o Invito a teatro o Padiglione Teatri e incentivare occasioni innovative di fruizione dell’offerta teatrale valorizzando i festival, le compagnie e i teatri cittadini.Vanno creati poli che innovino il concetto di teatro, di sala come spazio fisico tradizionalmente

73inteso, dove si producano attività culturali per tutte le fasce di popolazione, formative e che si svolgano per tutto l’arco della giornata. Recuperando vecchi teatri e cinema dismessi è possibile potenziare gli spazi destinati a rappresentazioni teatrali e incontri di letteratura e poesia. L’ottima iniziativa Book-City va incrementata ed estesa. Bisogna valorizzare il protagonismo delle persone e con esso la scrittura dei giovani, degli anziani, dei “nuovi italiani”. Valorizzare anche l’apporto delle realtà carcerarie, per cui la narrazione e il teatro riveste potente funzione catartica. Vanno creati poli che innovino il concetto di teatro, di sala come spazio fisico tradizionalmente inteso, dove si producano attività culturali per tutte le fasce di popolazione, formative e che si svolgano per tutto l’arco della giornata. Creare un percorso museale dell’attività di scrittura e calligrafia; un format di scambio ed eventi congiunti anche con le altre arti. Condividere letture pubbliche, narrazioni, biografie, autobiografie. Spingere i cittadini a partecipare come protagonisti a spettacoli teatrali, performances e altro.Il cinemaNegli ultimi anni con la Giunta Pisapia, è ripresa un’attenzione al settore che aveva sofferto l’assenza di politiche pubbliche: la riduzione dell’aliquota IMU, lo sportello unico per la facilitazione burocratica alle imprese e la riduzione delle imposte per occupazione di suolo pubblico ( in occasione di Expo), il rilancio tramite Fondazione Milano della Civica Scuola, oggi la più importante agenzia formativa, la ristrutturazione e rigenerazione del Cinema Orchidea, la facilitazione dell’importante progetto di ampliamento e diversificazione dell’Anteo. Occorre non solo andare avanti su questa strada consolidando queste esperienze, ma fare

molto di più secondo una progettualità costruita e monitorata con gli operatori.È importante sviluppare in accordo con le sale cinematografiche forme di ingresso agevolate per i meno abbienti come gli studenti o le categorie in situazione di disagio sociale. E vanno recuperati spazi come le sale parrocchiali o vecchi cinema abbandonati e in disuso. Dobbiamo fare di più sul fronte del sostegno a festival, rassegne ed espressioni artistiche (vedi Milano Film Network) e alle filiere produttive connesse all’attività cinematografica, con l’apporto dei giovani artisti, favorendo gli scambi internazionali.Fare di Milano un centro di cinematografia internazionale, anche sostenendo i giovani diplomati nell’orientamento al lavoro (attraverso tirocini, esperienze di start-up e co-working d’intesa con le associazioni di categoria e le imprese) e valorizzando le produzioni locali con promozioni, rassegne, concorsi e premi.È necessario condividere le programmazioni cinematografiche, creando una rete sul territorio che dia vita a un’offerta diversificata e complementare.Con la parola cinema ci si riferisce all’insieme della produzione audiovisivo multimedia: film, documentari, fiction, spot pubblicitari, digital animation, videogiornalismo, cineturismo e le relative professioni. E il Comune deve occuparsene direttamente attraverso la trasformazione e il rilancio della Filmcommission, al momento non nelle condizioni di esercitare i suoi compiti; per sostenere i diversi segmenti della filiera, attraverso finanziamenti e facilitazioni fiscali e burocratiche, ma soprattutto con azioni di regia e di rete che li mettano relazione virtuosa. Questo tipo di sostegno avrà ricadute positive dirette sull’occupazione nel settore e indirette sull’indotto.Le bibliotecheOccorre potenziare la comunicazione tra biblioteche, cinema e teatri di tutta l’area metropolitana; la comunicazione coi cittadini; le offerte culturali. Valorizzando il lavoro delle biblioteche di quartiere che, spesso, avviene in condizioni difficili e precarie, creando dei poli culturali di prossimità a livello di quartiere, con sede nelle biblioteche. È necessario avviare progetti di ristrutturazione o riqualificazione o edificazione di almeno 6 biblioteche di prossimità (da Lorenteggio a Crescenzago, da Calvairate a Baggio) con un ripensamento complessivo di spazi e funzioni. L’ambizione è di creare nuove biblioteche (vedi zona Tortona-Solari) dove ci siano dei vuoti. Condividere libri, materiali, informazioni in una rete efficace di scambio.I museiÈ importante ampliare ulteriormente la visibilità dei depositi dei musei, ricchi di opere e materiali di importanza e interesse, anche sviluppando ulteriormente gli spazi dedicati alle esposizioni permanenti e. Migliorare le vie di accesso ai musei e intensificare i rapporti con le scuole e le Università per educare i giovani alla conoscenza e fruizione dei patrimonio della città, stabilendo – anche giorni di accesso gratuito. Il patrimonio museale va valorizzato, creando – dove possibile – luoghi in cui si vendano gadgets, foto, video, etc. dei singoli musei, in modo da incrementare le entrate. Valorizzare il patrimonio museale anche in funzione di attrazione per i turisti, creando una cartellonistica che aiuti i visitatori nella scoperta di Milano, incentivando le azioni già sviluppate di promozione della rete museale attraverso la Tourist Museum Card e l’Abbonamento Musei Lombardia Milano

75e attraverso l’adesione alla Domenica al Museo promossa dal Ministero alla Cultura. È necessaria la condivisione con il territorio e gli altri Assessorati il patrimonio, le mostre, gli eventi, in particolare con quello del Turismo. Vanno creati nuove forme di itinerari che illustrino le bellezze artistiche del territorio con una guida fotografica della città. Progettare una East Side Gallery come a Berlino.Le arti figurative e la fotografiaIl dialogo con le gallerie d’arte, il coinvolgimento della popolazione e l’ascolto sono al primo posto; così come l’interscambio con forme d’arte di nuova importazione e con la produzione internazionale. La fotografia va valorizzata come testimonianza del territorio e dei suoi mutamenti. Occorre considerare l’apporto della street-art (su muri della città e nelle stazioni del metro) in un contesto in cui l’attività dei cittadini che diventino “artefici” e non solo “fruitori” delle arti. Vanno creati spazi destinati all’attività e alle mostre degli artisti, in particolare se disagiati e nuove forme di itinerari che illustrino il territorio con una guida fotografica della città. Progettare una East Side Gallery come a Berlino. Bisogna condividere con le realtà del territorio la programmazione che deve tenere conto sia delle minute realtà del territorio che del patrimonio artistico internazionale.Il sostegno all’imprenditoria culturaleMilano non deve essere solo una città da visitare. La forza di Milano è essere la città dove anche i progetti più ambiziosi di possono realizzare. Questo deve essere vero anche sul fronte della produzione culturale (musica, teatro, cinema, editoria, arte). Il sostegno dei privati va indirizzare anche verso forme innovative di imprenditorialità culturale, offrendo agli operatori culturali una adeguata rete di promozione e sostegno

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