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Torino Città Sostenibile

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Ripensare alla città di domani, per il futuro dei nostri bimbi

Milano, in questi anni, ha fatto grandi passi in avanti sui temi ambientali. In materia di gestione dei rifiuti, dal 2011 al 2015, la raccolta differenziata è infatti aumentata di circa 17 punti percentuale e oggi si attesta al 54% grazie allo sviluppo della raccolta della frazione organica (circa il 38% del totale raccolto in modo differenziato), risultato che pone Milano tra le migliori metropoli mondiali in questo campo. Forti progressi sono stati realizzati anche nel settore dell’efficienza energetica: con il nuovo Regolamento energetico, Milano premia i comportamenti virtuosi di coloro i quali ristrutturano gli edifici esistenti utilizzando standard avanzati. Decisi passi in avanti anche nell’impegno alla riduzione del traffico e degli effetti ambientali conseguenti (aria, rumore, incidenti) nelle aree a maggior concentrazione di popolazione esposta (in Area C vi è stata una riduzione del 28% del traffico e sono aumentate le pratiche di mobilità sostenibile in condivisione).Per contro, permane il problema rappresentato dalla qualità dell’aria e delle sue conseguenze sanitarie. A Milano si registrano ancora concentrazioni di inquinanti al di sopra dei limiti europei e di quelli consigliati dall’Organizzazione mondiale della sanità: nel 2015, sono stati 101 i giorni di superamento del Pm10, contro i 35 ammessi; 26 degli NO2 contro i 18 ammessi. Per quanto negli ultimi anni il dato sia in progressivo miglioramento (meno 20%), il cambiamento climatico in corso renderà ancora più sfidante lo sforzo di ridurre al minimo le emissioni inquinanti.Dal punto di vista ambientale, la città ha però delle grandi opportunità: la disponibilità di acqua (la falda, la rete superficiale, i canali storici), l’alto numero di edifici da valorizzare con interventi di riqualificazione energetica e il capitale umano e sociale, indispensabile per lo sviluppo di una nuova economia circolare e per attivare comportamenti e stili di vita sostenibili.Milano, città a emissioni zeroPer raggiungere questo importante obiettivo, in linea con le decisioni di Cop 21 di Parigi, occorre che il consiglio comunale approvi i documenti di carattere strategico (il Piano urbano della mobilità sostenibile e il Piano di azione dell’energia sostenibile e del clima), elaborati dall’amministrazione uscente con ampia partecipazione civica, che sappia valorizzare il ruolo della città nelle reti internazionali. Successivamente, i piani dovranno essere attuati, monitorati e migliorati, ponendo obiettivi temporali al 2030-2040, come previsto dal Compact di C40 e dal nuovo Patto dei Sindaci europei. Milano deve anche dotarsi e attuare nel tempo altre strategie, per diventare contemporaneamente Città resiliente, Città di acque, Città verde, Città dell’aria pulita. Milano e l’efficienza energetica degli edificiPer il patrimonio edilizio pubblico serve attuare il Sistema di gestione dell’energia, con l’obiettivo della certificazione energetica, ed estendere tale risultato agli immobili delle aziende partecipate. Occorre accelerare il percorso di efficientamento energetico e di riqualificazione edilizia degli edifici e degli impianti pubblici, indirizzando a questo

39obiettivo le risorse europee e nazionali. Per il ruolo dimostrativo e trainante nei confronti dei privati, il Comune deve puntare a trasformare gli involucri e le caldaie degli edifici pubblici, con particolare attenzione alle scuole e a quelli ancora alimentati a gasolio. Serve definire una politica mirata all’efficientamento, anche per gli edifici residenziali di cui il Comune è comproprietario, anche ricorrendo alle Esco e al finanziamento tramite terzi.Nell’edilizia privata, in collaborazione con le associazioni di categoria e con un’azione mirata a responsabilizzare il sistema creditizio, occorre definire un’incisiva politica per la riqualificazione edilizia ed energetica del patrimonio abitativo privato e incentivare il ricorso a Esco e al finanziamento tramite terzi. Per tutto questo, in collaborazione con le associazioni e le reti professionali, utilizzando le competenze degli sportelli energia del Comune, occorre investire nell’informazione a cittadini, amministratori di condominio e progettisti. Il Comune deve inoltre espressamente orientare la campagna di controllo delle caldaie comunali, assumendo un ruolo di stimolo alla sostituzione degli impianti più inquinanti (gasolio), informando i condomini sulle convenienze economiche e sulle opportunità fiscali, facilitando l’incontro tra domanda e offerta di servizi (auditor energetici, esco) e tecnologie (pompe di calore). Serve anche utilizzare le premialità fiscali e gli altri incentivi esistenti allo scopo di facilitare le ristrutturazioni energetiche da parte dei privati, migliorare l’applicazione della normativa urbanistica sui requisiti minimi, rendendo più efficace la capacità di controllo e, infine, innovare in tal senso il Regolamento edilizio.Milano capitale della mobilità sostenibilePer ridurre l’inquinamento atmosferico e quello acustico e per migliorare la qualità degli spazi pubblici e la sicurezza stradale, è fondamentale attuare tutti gli interventi di mobilità sostenibile già avviati e previsti dal Pums. Tra gli interventi che hanno un impatto rilevante sulla qualità ambientale, vanno in particolare perseguiti i progetti: Marciapiedi e scuole liberi dalle auto; 140 Varchi / Telecamere per una Milano sicura e a basse emissioni (anche al di fuori di Area C, finalizzato a regolare gli accessi in città dei veicoli commerciali con merci pericolose e ingombranti e a controllare e disincentivare l’accesso a quelli più inquinanti, per ridurre ulteriormente, in prospettiva, la congestione); Logistica green (per rendere ambientalmente più avanzato il sistema delle consegne, con mezzi puliti ed efficienti); Trasporto pubblico locale (estensione della rete a servizio della mobilità di scala metropolitana, semafori intelligenti per il Tpl di superficie, infomobilità, sistema di tariffazione unico a scala metropolitana, promozione dell’accessibilità e intermodalità Tpl-ferro-bici); Mezzi elettrici e a basse emissioni destinati ai servizi pubblici. Milano città resilienteServe sviluppare la strategia di Milano città resiliente. Dopo il lavoro degli ultimi anni, serve ora partire con lo sviluppo di linee strategiche mirate: politiche e strutture organizzative e un grande progetto di infrastrutture “verdi” e “blu”.Milano città verdeOccorre perseguire la minimizzazione del consumo di suolo, la valorizzazione dei parchi esistenti, la creazione di nuovi aree verdi anche di quartiere (piantumazione di nuovi alberi, aiuole della biodiversità, orti e verde condiviso, interventi di de-pavimentazione

e recupero a verde di piccole aree degradate, green street e giardini della pioggia). Si tratta di azioni che, se sviluppate in modo integrato, servono a difendere e ampliare la diffusione degli spazi verdi in città e la loro capacità di gestire le crisi climatiche. Occorre proseguire con il Programma Milano tetti verdi. Grazie al progetto europeo Decumanus, è stato valutato il potenziale di intervento (si tratta di milioni di mq.) per lo sviluppo di una strategia di resilienza basata sulla diffusione dei tetti verdi, una soluzione che permette di moltiplicare la capacità di assorbimento di piogge intense, l’efficientamento energetico degli edifici, il contributo positivo del verde alla riduzione dell’isola di calore urbano, lo sviluppo della biodiversità, la dotazione di aree fruibili. Per ridurre l’irraggiamento solare, la strategia può essere integrata con la diffusione dei cosiddetti “tetti bianchi”.Milano città bluMilano Città di acque vuole dire avere una visione capace di indicare un percorso per affrontare, in modo integrato, le complessità esistenti e per raggiungere differenti obiettivi tra loro collegati: la tutela della falda e del reticolo idrico superficiale; la qualità del paesaggio urbano; la valorizzazione energetica della rete idrica e dello sfruttamento geotermico; la mobilità lenta, sostenibile e navigabile, a partire dai Navigli attuali.Per tutti questi obiettivi, servono la collaborazione con la Città Metropolitana e le strutture organizzative trasversali, capaci di rompere la settorialità e la frammentazione delle competenze istituzionali.Le linee di azione su cui proseguire in una strategia di approccio integrato, riguardano anche il completamento del piano di gestione delle esondazioni del Seveso, il rilancio del progetto di recupero e valorizzazione dei Navigli esistenti (e di possibile riapertura della fossa interna), gli interventi di tutela e di disinquinamento della falda profonda e del reticolo superficiale già presente, la bonifica dei suoli inquinati, lo sviluppo di itinerari ciclabili e pedonali lungo le vie d’acqua. Nelle aree classificate come “allagabili con piene frequenti” nei territori dei comuni della Città Metropolitana, tutte le nuove costruzioni e i recuperi devono essere progettati e realizzati nel pieno rispetto dei criteri dell’invarianza idraulica. Infine, serve una Milano decontaminata, grazie alla quale rafforzare la strategia delle bonifiche, da affinare di concerto con gli operatori, per realizzare bonifiche in contemporanea alla cessazione delle attività, mobilitando fondi privati e pubblici e potenziando gli incentivi che privilegino la riconversione delle aree dismesse.Milano e l’economia circolareMilano crede nell’economia circolare quale volano di innovazione e occupazione. Serve una politica comunale per gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione e nelle società partecipate, anche estendendo gli ambiti di applicazione del Gpp (Green public procurement).Serve sviluppare l’impiantistica e l’economia attorno al bene riciclato. Per questo, per chiudere il cerchio ottenuto con la raccolta differenziata dell’umido, occorre realizzare un impianto per il trattamento della frazione umida a servizio della Città Metropolitana, per la produzione di compost e biogas. Con lo sguardo ai prossimi 10-15 anni e in coerenza con la crescita della raccolta differenziata e con le normative europee e nazionali, è necessario dotare il Comune di un piano di transizione-dismissione della parte del sistema di gestione rifiuti ancora basato sull’incenerimento. Per incrementare il recupero dei rifiuti, serve creare altre riciclerie in città, migliorare la raccolta dei rifiuti

41elettronici, sviluppare progetti per intercettare altre frazioni di rifiuto, realizzare i centri di raccolta di metalli inquinanti industriali, posare cestini per la raccolta differenziata di strada e per utenze particolari (centri sportivi, oratori, luoghi in concessione, mercati, grandi eventi), verificare la fattibilità e la convenienza dello sviluppo della tariffazione puntuale, anche nell’ottica di una riduzione della Tari, mettere in campo progetti per la riduzione della produzione di rifiuti e, infine, mettere a punto progetti di riuso dei materiali utilizzati per i grandi eventi.Milano nei prossimi cinque anniIn sintesi, le priorità politiche attorno alle quali orientare le azioni dei prossimi cinque anni possono essere sintetizzate in sette punti cardine.• Sviluppare e attuare strategie mirate e coraggiose, dotate di risorse, scadenze e obiettivi da rispettare, con attenzione alla dimensione metropolitana e con uno sguardo verso il futuro (Milano a zero emissioni, Milano capitale dell’economia circolare, Milano a rifiuti zero, Milano libera dalle auto).• Comunicare le strategie e i loro risultati, nel quadro di un grande progetto di rafforzamento della produzione di dati e di formazione e sensibilizzazione rivolto alla città e all’interno dell’amministrazione.• Intensificare le strategie, valorizzando il ruolo dei privati e delle associazioni come partner nel processo di sviluppo economico e di innovazione di Milano; promuovere economia circolare e green jobs.• Valorizzare queste strategie nell’ottica di internazionalizzazione della città, come opportunità per svolgere un ruolo di leadership, sulla base del modello di quanto è stato riconosciuto a Milano nell’ambito della mobilità sostenibile.• Utilizzare gli incentivi positivi (competizioni / sfide virtuose / gamification, incentivi e detrazioni fiscali, semplificazioni, premialità e visibilità) come strumento dell’azione della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini per ottenere modifiche positive dei comportamenti individuali.• Ripensare la struttura organizzativa del Comune istituendo e rafforzando figure di coordinamento trasversale tra i settori (energy manager, coordinatore della resilienza e della sostenibilità), che rispondano direttamente al Sindaco e al direttore generale e abbiano il compito di facilitare, grazie all’integrazione tra le politiche e le competenze, l’attuazione delle strategie e dei progetti chiave, coinvolgendo anche le società partecipate, la Città Metropolitana e i cittadini.• Sperimentare e adottare le migliori tecnologie verdi per contribuire a creare nuovi mercati e trainare interi settori.

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